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Selinunte [Tempio E]
Selinunte - Tempio E
Il Tempio E, dedicato ad Era , sorge parallelamente al tempio F: è un periptero esastilo di 70,18X27,65 m., cella doppiamente in antis con adito; edificato in età clessica e ricostruito in parte un ventennio fa circa, per i caratteri di ordine, armonia, proporzione, simmetria, è classificato come uno dei migliori esempi di architettura dorica in Sicilia.
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Castelvetrano [ Efebo ]
Castelvetrano - Efebo
Questa insigne figura virile, nuda, piantata sul suo asse verticale, e' un Kouros bronzeo di autore ignoto, educato alla scultura sicula dello stile severo (480-470 a.C.), simboleggia la bellezza idealizzata mascolina greca. I Kouroi non miravano alla somiglianza, ma volevano rappresentare un'ideale di gioventu' nobile e devota agli Dei. Erano posti negli atri dei templi con una mano sollevata a reggere le offerte alle divinita'.
La statua in bronzo, rinvenuta nell'anno 1882 in contrada Calera e acquistata dal Comune di Castelvetrano per la somma di lire 500, e' alta cm. 85 ed e' cava.
La figura e' colta, secondo l'impostazione tipica arcaica, in prospettiva frontale immobile, col piede destro un po' avanti e i capelli lunghi raccolti sul capo.La statua restaurata nel 1926, fu trafugata dal Municipio di Castelvetrano nel 1962 e ritrovata nel 1968.Attualmente e' possibile ammirare la statua al Museo Civico di Castelvetrano.

Castelvetrano [Chiesa della Trinità]
Castelvetrano - Chiesa della Trinità
Chiesa arabo-bizantina del XII secolo, realizzata dai Normanni alcuni decenni dopo che avevano completato la conquista della Sicilia, essa appartiene al gruppo delle chiese a pianta centrale, ed è l'unica, tra quelle superstiti in Sicilia, che ci è pervenuta nella sua integrità.
La cupola nuda emerge da un dado cubico a spigolo tagliente, a sua volta poggiante su quattro prismi laterali formanti gradoni col dado sovrastante.
Le tre absidi danno armonioso movimento alla facciata orientale.
"I paramenti in pietra da taglio sono segnati da rincassi concentrici e da una cornice rigirante intorno alle finestre che awolge come un nastro continuo senza principio né fine le quattro facce del prisma di base ." (Basile). Attraverso tre porte ogivali si accede all'interno.
Per la porta ovest entravano alla nave di centro le donne; per le porte laterali alle navi minori, gli uomini; transenne in legno dividevano le navate all'interno: ciò perché il rito greco imponeva la separazione dei sessi.
Selinunte [Il tempio G]
Selinunte - Tempio G
Il Tempio G, dedicato a Zeus, oggi completamente in rovina, era uno dei più estesi dell'antichità: eseguito a più riprese, subì un continuo processo di modificazione, in seguito al quale la facciata est ebbe caratteri più arcaici rispetto a quella ovest, eseguita in età classica. Era un periptero octastilo, cella tripartita con adito, pronao prostilo e opistodomo in antis.
Venne ricostruita una delle colonne, che si erge sola sulle rovine, denominata "fuso della vecchia".
Castelvetrano [ Chiesa Madre]
Castelvetrano - Chiesa Madre
Dedicata alla Madonna Assunta, nasce dal congiungersi dell'antica chiesa di Santa Maria documentata fin dal '300) con l'attigua cappella di Santa Chiara e quella di San Giorgio, base del futuro campanile.
Totalmente ristrutturata tra il 1520 e il 1579 la chiesa possiede un impianto basilicale-normanno (tre navate con transetto corto e presbiterio rialzato);
il portale ha carattere medievaleggiante nel rivestimento di artigianali arabeschi.
La decorazione dell'interno venne eseguita nell'avanzato '6OO da Antonino Ferraro junior e da Gaspare Serpotta.
I1 tetto a capriate presenta la trave centrale riccamente dipinta con stemmi, strumenti musicali, armi, ed è datata 1564-1570.
Selinunte [Tempio C]
Selinunte - Tempio G
Il Tempio C, dedicato ad Apollo, periptero esastilo, lungo 63,70 metri e largo 24 metri; la cella, di 41,53 X 10,40 metri, era preceduta da un pronao chiuso e terminava con l'adito; dinanzi al pronao stavano quattro colonne in linea con quelle della facciata.
Il tempio presenta caratteristiche particolari nelle colonne (6 X 17): le quattro angolari hanno diametri maggiori rispetto alle altre, le scanalature variano da 16 a 20 e variabile è anche l'intercolumnio; esse, inoltre, sono prive di entasi e sono realizzate alcune a tamburi ed altre a monolito. Nel 1823 furono scoperti, in frantumi, le tre metope raffiguranti la Quadriga del sole, l'Uccisione della Medusa da parte di Perseo, Eracle che ha catturato i Cercopi, le quali sono state ricomposte al Museo Archeologico Regionale di Palermo, insieme ad un'enorme maschera della Gorgone, in terracotta policroma.

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